Vino Megixtone: quattro scelte oltre l’ordinario

Megixtone wine beyond the ordinary - vino Megixtone oltre l’ordinario


Vino Megixtone: quattro scelte oltre l’ordinario

Le quattro scelte che il produttore di vino ha paura di fare

Ci sono quattro motivi precisi per cui il vino Megixtone si posiziona oltre il livello comune del vino.

Non perché segua una tendenza.
Non perché provi a imitare i grandi nomi del passato.
Non perché accetti le regole abituali del mercato.

Megixtone esiste su un altro livello perché è stato modellato da quattro scelte che pochi produttori avrebbero il coraggio di fare.

Quindici anni di studi e ricerche

Quindici anni di studi e ricerche.

Ma perché proprio quindici?

Nelle antiche scuole pitagoriche italiche pre-cristiane, i percorsi di selezione erano estremamente rigidi. E qualcuno potrebbe chiedersi: cosa c’entra tutto questo con il vino?

Chi voleva accedere alla scuola pitagorica doveva sottoporsi a un lungo periodo di prova.

Prima arrivava il tempo dell’ascolto: cinque anni in cui il discepolo poteva solo ascoltare, senza parlare.

Poi arrivava il momento in cui poteva iniziare a parlare, domandare, entrare nel dialogo: altri cinque anni.

Infine, poteva iniziare l’insegnamento ai nuovi ammessi: cinque anni ancora.

Con Megixtone è avvenuto qualcosa di molto simile. Si potrebbe quasi dire esattamente la stessa cosa.

Per i primi cinque anni, questo vino si è occupato esclusivamente di ascoltare il mondo del vino: le sue tecniche, i suoi segreti, il suo linguaggio, le sue leggi nascoste.

Nei cinque anni successivi, Megixtone ha iniziato a rielaborare quei concetti e quelle conoscenze secondo la propria identità.

Negli ultimi cinque anni, Megixtone ha iniziato a insegnare. Non agli altri, ma a se stesso. Ha iniziato a comprendere ciò che aveva assorbito, trasformato e scoperto.

Quindici anni fa, Megixtone avrebbe potuto affacciarsi al mercato. Avrebbe potuto iniziare a vendere qualche bottiglia, testare le reazioni, recuperare parte degli investimenti e procedere gradualmente.

Ma non era questa l’intenzione.

Gli atteggiamenti cautelativi non appartengono a Megixtone.

Aspettare che l’opera fosse compiuta sembrava più corretto.
E aspettare quindici anni non è da tutti.

È cosa solo per chi è disposto ad apparire quasi folle agli occhi del mondo.

Seguire una regola precisa

Megixtone segue una regola precisa.

O meglio, la regola dell’opera.

Non è un’espressione casuale. È voluta, perché la parola “opera” racchiude qui un significato preciso. Anzi, quando viene riferita a Megixtone, questa parola contiene più significati insieme.

Ognuno di essi appartiene a un livello diverso dello stesso principio.

Ma in cosa consiste davvero questa regola?

La regola è seguire la regola.
Nulla di più.
Nulla di meno.

È strutturata, esigente e, a volte, controintuitiva. Eppure può essere riassunta in una sola frase:

Non dire mai “va bene lo stesso”.

Esiste un limite oltre il quale molti non sono più disposti a rimettere in discussione ciò che hanno fatto. Oltre quel limite inizia la magia dell’assoluto.

Ogni passaggio deve essere fatto nel modo migliore possibile. Ogni situazione, ogni fase, ogni problema può essere superato in molti modi diversi.

Ma solo uno di quei modi è il più virtuoso per l’assoluto.

A volte siamo tentati di agire. Di intervenire. Di forzare una soluzione.

Eppure, in certi momenti, l’unica cosa corretta da fare è proprio questa:

non fare nulla.

Un’opera musicale

Megixtone viene costantemente sottoposto alle leggi della musica.

Nulla è lasciato al caso. Tutto è scritto. O meglio, composto.

Tralasciando alcuni aspetti più profondi, Megixtone segue una vera e propria partitura musicale.

Ambiente, suolo, pioggia, vento, sole, nebbie, piante: tutto viene orchestrato come parte di un unico movimento.

Non a caso il vigneto di Megixtone ha un soprannome.

Si chiama NOTE.

Proprio come le note musicali.

Come ci insegnano i cantautori, sette elementi trattati come sette note possono dare vita a una perfetta opera musicale.

Si tratta di gestirli. Di dosarli. Di riconoscerli. Di comprenderne la funzione.

Nella mia vita passata appartenevo al mondo della musica. E probabilmente vi apparterrò per sempre, magari in una nuova forma.

Le funzioni di queste “sette note”, o sette elementi, o anche sette colori se vogliamo chiamarli così, saranno spiegate nel dettaglio in un altro momento.

Per ora ci basta capire questo:

Megixtone racchiude lo stesso coordinamento che serve a un’orchestra. Nulla di meno.

La certezza della nuova vita

Megixtone racchiude in sé la certezza di generarsi sempre attraverso una nuova vita.

Vino di lusso?
Vino naturale?

Nessuno dei due.
Ed entrambi.

Questo è Megixtone.

Questo è il suo scopo.
Questo è il suo fine.

Rinascere continuamente come forma di miglioramento, per raggiungere ciò che un tempo sembrava impossibile.

I vini eleganti parlano una lingua. Sono spesso espressione di volontà tecnica, prestigio e ambizione ultra esclusiva.

Sul lato opposto, i vini naturali possono talvolta nascondere sorprese sgradevoli. Nascono spesso dalla volontà di mantenere un rapporto autentico con la natura, ma a volte questo può portare a sensazioni meno piacevoli in nome della naturalità.

La vera sfida è unire il meglio di entrambi i mondi.

Megixtone significa assemblare e moltiplicare le virtù in un’unica volontà.

Naturale?
Di lusso?

Megixtone.

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Ma se un giorno Megixtone ti sceglierà, sarai pronto per lui.

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