Vino unico: le quattro scelte che definiscono Megixtone
Le quattro scelte che determinano l’unicum
Quattro scelte.
Quattro tempi.
Quattro stagioni.
Quattro attese.
Megixtone non nasce da una sola decisione, ma da una sequenza di scelte che trasformano il caos in identità.
Ogni fase ha il suo tempo, la sua funzione, il suo silenzio.
E ognuna esiste per una ragione precisa: condurre Megixtone verso l’unicum.
Dal caos alla distinzione
Tutto inizia con l’annientamento del caos.
Non per cancellarlo del tutto, ma per trasformarlo in suoni distinti, personali.
Lo scopo di questa prima fase è scomporre le cosiddette quattro stagioni e capire esattamente chi fa cosa. Cosa agisce. Cosa resta. Cosa è indispensabile. Cosa è solo abitudine.
Per comprendere questo passaggio, è utile fare un paragone con l’alchimia.
Con alchimia intendiamo sia la trasmutazione della materia, sia la trasformazione della persona.
Immaginiamo quindi Megixtone mentre attraversa la sua Grande Opera.
La Nigredo è la fase che accompagna il primo tratto del percorso.
In questo senso, la prima vera difficoltà è staccarsi dal modo convenzionale di coltivare e orientarsi verso un’unica direzione: l’iper-eccellenza.
Per farlo diventa indispensabile separare ciò che è davvero necessario da ciò che è soltanto convenzione, comodità o abitudine.
Possiamo osservare questa tendenza in molte aziende biologiche, biodinamiche o alternative.
Ma quante volte si è davvero disposti a perdere tutto pur di restare fedeli alla legge del puramente indispensabile?
Dalla distinzione alla visione lucida
In questa fase, le virtù dei nostri sette strumenti iniziano ad apparire con chiarezza.
Una volta emersa la loro applicazione, il percorso passa dalla fatica al tratto distintivo.
Questo è il cammino che ci porta ad avere piante profondamente diverse tra loro.
Qui ogni singolo errore diventa costoso.
Ogni negligenza ha una conseguenza.
Ogni compromesso lascia un segno.
A questo punto possiamo riconoscere con chiarezza l’incredibile efficacia del mezzo che abbiamo scelto.
Parlo dell’unica scelta possibile.
La parola che ci interessa qui è Albedo.
Una fase di chiarificazione.
Di purificazione.
Di visione lucida.
Il caos è stato diviso.
Il superfluo è stato rimosso.
Ciò che resta può finalmente iniziare a parlare.
Dalla visione lucida alla grandezza della giusta maturazione
Il sole scandisce questa fase.
Potremmo associarla alla Citrinitas.
Ogni anno, la raccolta dell’uva viene decisa giorno per giorno, ora per ora.
Se anche un solo grado di umidità, o una minima variazione di luce, minaccia l’equilibrio, si aspetta.
Serve il giusto vento.
Quello capace di accarezzare ogni grappolo.
Anche se aspettare significa perdere parte del raccolto.
Anche se il mondo dice: “non conviene”.
Megixtone non si produce per convenienza.
Si produce per automiglioramento.
Questa è la grandezza della giusta maturazione: sapere che il tempo non è un ostacolo, ma una prova.
L’uva non viene forzata.
Il vigneto non viene affrettato.
La decisione non nasce dalla paura.
Nasce dall’ascolto.
I recipienti in vetro
Non botti qualunque.
Recipienti in vetro per Megixtone.
La tostatura?
Il legno?
Non mi interessano.
Renderebbero banale l’intero processo, compromettendone la qualità.
I grandi tannini si trovano nella vinificazione a grappolo intero, e la creatività passa al primo posto.
Recipienti diversi.
Dimensioni diverse.
Temperature diverse, che si adagiano in base alla loro forma.
Nulla è lasciato al caso.
Moltiplicazione dei lieviti.
Fermentazione alcolica.
Fermentazione malolattica, quando serve e come serve.
Affinamento.
Tutto in vetro.
Al trecento per cento.
Siamo ormai in piena Rubedo.
Il rossore cristallino del vino è manifesto.
Megixtone non ha una ricetta.
Ha un’intuizione.
Ogni annata è un’opera d’arte unica, firmata da chi la crea.
E come ogni artista, sono io a decidere se le mie opere vedranno la luce.
Mi guardo allo specchio con profonda umiltà, con una mano sulla coscienza, e lascio decidere alla mia parte più intima.
L’annata sarà degna di portare il nome Megixtone?
O verrà distrutta?
Entra nel cerchio privato
Forse lo riceverai.
Forse no.
Iscriviti subito alla lista d’attesa riservata!
Ma se un giorno Megixtone ti sceglierà, sarai pronto per lui.
E forse anche per ricostruire te stesso.
